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Nov

Architettura e Luoghi

Città e Cattederali

Chartres, Essex, Colonia, Batalha sono solo alcuni dei nomi di città che, se pronunciati, ci fanno andare velocemente con l’immaginario non alla città ma al loro monumento più significativo: la Chiesa cattedrale.

Le Cattedrali di queste città sono uniche, sono gioielli di architettura che lasciano chi le guarda a bocca aperta (e ce ne sono tante altre oltre a quelle citate) e tutte identificano la città e la città identifica la Cattedrale.

Dalla Cattedrale alla Moschea

Ma se si dice Mascate, Casablanca, Abu Dhabi, Kairouan, Isfahan o Samarcanda a cosa pensiamo? Forse alle mille e una notte, forse alle spezie, forse alla matematica ma mai e credo di poter generalizzare, si pensa all’edificio simbolo della città: la Moschea del Venerdì. Eppure in ognuna di queste città l’edificio che deve passare ai posteri non è il Museo dall’architettura avveniristica, non è la dimora del principe ma è la Moschea che in queste città, come in altre, è il centro della vita. Ma forse è una nostra carenza culturale non identificare la città con la Moschea e viceversa.

Ricordi di viaggi

In tanti viaggi fatti ho visto Cattedrali, Templi, Moschee, Santuari, Monasteri ed oggi, ripenasandoci, ho capito che ho visto meraviglie: vediamo alcuni di questi edifici con l’occhio artistico e non di devoti

Oman, l’impero delle spezie

A Mascate, in Oman, la moschea del Sultano Qaboos è bella sia nella sua struttura esterna che è uno spazio rettangolare chiuso ricco di fontane, piante e portici dove meditare, che nell’interno che, seguendo l’Islam è senza immagini. E’ ad aula unica suddivisa in tre campate per poter reggere la grande cupola.

L’interno della Moschea

Internamente è sobria. Ricca, elegante, molto decorata ma sobria, forse per il grande spazio dell’aula. Camminando sui soffici tappeti non sei mai portato a pensare che ci sia sfoggio di ricchezza anche se quella è ovunque dai lampadari di cristallo al grande tappeto persiano che ricopre il pavimento: la Moschea è lì per te, per accoglierti nell’eleganza e portarti alla “sottomissione”. La moschea del sultano Qaboos ti fa sapere esattamente dove sei e con quale ricchezza hai a che fare.

Marocco, l’impero dell’Africa

Se voli in Marocco, a Casablanca,  incontri la Moschea di Hassan. E’ monumento di grande fasto creato attorno ad una infinita aula rettangolare attraversata da canali di acqua: è un giardino, il Paradì iraniano. Grandi travi di cedro dell’Atlante intagliate coprono il soffitto e l’atmosfera è di penombra soprattutto se paragonata alla intensa luce esterna.  La penombra ti circonda e ti pare intima nonostante l’estensione. Forse è la penombra che ti avvolge e ti accoglie nell’abbraccio del divino e ti fa sentire Essere.

Esci è l’abbagliante luce del mare ti accoglie accecandoti.

Emirati Arabi Uniti, 55 anni di indipendenza

La Moschea dello Sceicco Zayyed ad Abu Dhabi, negli Emirati Arabi Uniti,  è altra cosa: sei in un giardino di fiori e palme. I fiori sono ovunque: sulle colonne, per terra, sulle pareti mentre le colonne, con i loro capitelli a forma di palma sono le piante che ti proteggono dal sole. Sotto i palmeti dei vestiboli sei protetto dal sole ed i fiori colorati ti circondano. La Moschea è allora un’oasi di riposo, sollievo e preghiera. Il grandioso candelabro con cristalli swarowski, il tappeto immenso sono parte del giardino. Un giardino curatissimo ed incantato.

Iran, tutta la storia di un Impero antico

Ogni città in Iran ha una magnifica moschea ma la Moschea del Re ad Isfahan, iniziata nel 1611, è capolavoro di arte safavide e seppur chiusa da mura è la piazza stessa. La sua cupola alta 52 metri la vedi da tutta la piazza, il suo ingresso si proietta lungo la piazza protetta dai portici. Le maioliche colorate, la porta di legno di cedro rivestita d’argento, i grandi cortili interni ti circondano e sono con te durante tutta la tua permanenza nella piazza. Non capisci quale sia il dentro e quale il fuori perché si mescolano. Forse non invita al raccoglimento ma ti rapisce la attenzione. Piastrelle colorate gialle, blu, più gialle che blu più blu che gialle sono ovunque e la grande cupola colorata ti guarda dall’alto verso il basso.

Uzbekistan posto tra Iran e Cina

Di Samarcanda, in Asia centrale, si ricorda non una moschea ma la piazza che è colore, è bellezza è armonia: nella piazza Registan su cui si affacciano tre edifici il primo del quale fu edificato a partire dal 1420 ti senti circondato dall’armonia e dopo aver visto tutte le città prima citate e forse anche tante altre ti domandi: ma quale è il modello a cui si sono ispirati per costruire tanta bellezza?

Il modello da superare

Da buon Occidentale pensi subito a Santa Sofia. La chiesa di Santa sofia è stata, di certo, il più sontuoso edificio religioso mai edificato: perfino i templi egizi scompaiono davanti all’armonia delle forme di Santa Sofia. Edificata nel 535 d.C. fece dire all’imperatore Giustiniano al Patriarca di Costantinopoli il giorno della consacrazione “Abbiamo costruito il più bell’edificio sacro del Mondo” e di certo poteva andarne fiero: è perfetta.

Ma poi ripensi alle sue forme, al suo modo di essere e ti accorgi che è intrisa di cristianesimo e di cultura greco/romana. No, non è Santa sofia il modello e le moschee, si, si incontrano con l’arte romana ma non ne sono la continuazione. Ma vogliono rivaleggiare con essa. Vogliono superarala.

Siria e Damasco città delle Mille e una Notte

Poi la mente corre al 2011 e alla Moschea di Damasco, quella dove è sepolto il Precursore: il modello paleocristiano è ben visibile nella sua architettura. Lo spazio è chiuso sui 4 lati. Si accede da porte che controllano la tua fede, la tua voglia di pregare, il grande cortile interno è coperto di mosaici dorati che ti portano in altra dimensione e il porticato ti protegge dal sole e dalla pioggia mentre l’aula per la preghiera è di più navate ma rettangolare e qui ti puoi solo concentrare nella preghiera e solo fuori, nel cortile, puoi pensare al giardino dell’Eden, al paradiso, alla creazione ed a Dio. La costruzione è del 706 d.C. su precedenti edifici e il grande colonnato interno ti fa pensare al cardo massimo delle città romane.

Califfato di Cordova in Spagna

Poi ti viene in mente di una chiesa cristiana che, edificata a partire dal 760 è nata come moschea: la grande chiesa/moschea di Cordova. La Moschea/Cattedrale è il capolavoro dell’arte islamica: una selva di colonne, che sono un palmeto nel deserto, ti portano nel paradiso fatto di acqua, profumate zagare e ombrose palme e mentre ammirato ti perdi nel bosco di colonne pensi che nel 753 in Italia a Brescia Desiderio, re longobardo e Ansa regina fanno edificare la Basilica di San Salvatore nel monastero femminile di Santa Giulia e ti meravigli: bella una, bella l’altra ma ti rendi conto che  l’arte Longobarda non è nulla a confronto della ricchezza espressiva che l’islam stava portando nel mondo e vedi, tocchi con mano, che l’anno 610 dell’era Cristiana e anno zero dell’Egira segnano un bivio: da una parte l’occidente, dall’altra il vicino oriente. Aristotele in cui hanno radici i Cristiani, gli Ebrei e i Musulmani è diversamente interpretato (sfumature forse, ma sostanziali) e vedi che l’architettura del bacino del mediterraneo, pur con comuni radici greco/romane ha preso strade diverse. Tutte belle strade ma totalmente diverse.

Tunisia e Kairouan

Di Kairouan ne ho parlato in un articolo intero. La Mosche è tra i capolavori dell’ingegno umano. E’ precedente alla Moschea di Corboba. Un segno di conquista, ma almeno un segno elegante e non distruttivo.

Il pensiero finale

E davanti a contanti Luoghi e cotanti edifici capisci che nessuno è primo: tutti hanno rivaleggiato, tutti hanno voluto lasciare un segno ma è Dio l’artefice, quello che, ancora, non ha una origine né una fine e il suo mistero, l’uomo, finito, non potrà capire mai o almeno non qui.

Sono stato fortunato: ho potuto ammirare prima, forse della possibile distruzione,  tutti i luoghi di cui parlo in questo articolo dei viaggi della semiotica. Ho visto il segno (l’edificio sacro) e il significante (il mistero di Dio).

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Scritto da
Markus Wolf

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