Apr
La Moschea di Kairouan
Impressioni sulla Moschea di Kairouan
Il nord della Tunisia, affacciato sul mar Mediterraneo è un territorio fertile e baciato dal sole: in questa terra si stabilirono Punici, Romani, Bizantini, Vandali, Arabi e Ottomani e Francesi. Tutti hanno lasciato un segno o forse anche più di uno ma il segno che io oggi ho maggiormente notato è la Moschea di Kairouan.
Kairouan è la prima città araba e musulmana fondata nel Nord Africa ed è importante centro per la diffusione dell’Islam e della lingua araba nel Maghreb. La città conserva ancora oggi un posto speciale per i musulmani, soprattutto durante il Mouled (festa per la nascita del Profeta) quando i fedeli provenienti da tutta la Tunisia e da altri paesi accorrono per partecipare alle celebrazioni religiose.
Fondazione della città
Il primo nucleo di Kairouan fu un accampamento fortificato nel 665 a circa 10 chilometri da dove si trova ora. Pochi anni dopo, nel 670, il campo militare fu spostato e posto dove ora è cresciuta la città. Essere stata edificata durante il primo secolo dell’Egira (esodo di Maometto da Mecca a Medina nell’anno 622) ha conferito a Kairouan il titolo di città sacra. La Moschea da subito costruita fa che, oggi, è la IV° moschea per importanza nel mondo islamico Sunnita. A Kairouan trovò sepoltura un fedelissimo di Maometto, Abu Zama El-Balaoui detto il Barbiere perché teneva con sé 3 peli della barba del Profeta. Attorno alla tomba del Saggio è stata edificata una Moschea che non eguaglia la bellezza della Grande Moschea.
Impressioni dell’arrivo
Quando arrivi in auto, dal sud o dal nord, intrvedi una grande torre ed un giro di mura di mattoni che poco dice: pensi “solita Moschea”. Posteggi e ti incammini verso l’entrata. All’ingresso ti accolgono due colonne romane in marmo cipollino. Entri e intravedi il quadrato del cortile e, subito alla tua destra, un doppio portico con volte ad arco di stile arabo-spagnolo sorrette da una selva di colonne con capitelli corinzi e bizantini. Tutti erosi. Ti domandi se è stata la impossibilità di rappresentare il mondo (l’arte araba è aniconica) a far levigare i capitelli oppure sono stati 2000 anni di agenti atmosferici. Colonne e capitelli sono riparati dalla pioggia: forse sono stati i tanti secoli passati all’aperto a consumare la pietra e non mano umana. La porta di accesso alla grande torre è incorniciata da tre pietre, già architrave di un tempio pagano, scolpite ad ovuli, fiori e foglie d’acanto. Lì le decorazioni sono perfette. Chissà!
La Grande Moschea
Nel cortile quadrato si apre la Moschea: elegante, proporzionata sormontata dalla cupola fatta a mattoni la cui lavorazione ti fa pensare al Mausoleo di Ismail Samani, edificato a Bukhara a partire dall’anno 905 e che utilizza il mattone cotto in maniera mirabile. Sei sorpreso che a migliaia di chilometri di distanze, seppur all’interno di una comune cultura, ci sia una simile tecnica di lavorazione vista qui a Bukhara (Uzbekistan) ed a Cordova (Spagna).
Nell’aula della preghiera possono entrare solo i fedeli: la osservi dall’esterno e vedi colonne, colonne e colonne a dividere le tre navate ricoperte di tappeti. La foresta di colonne non ha lo stesso effetto di quella della Moschea/Cattedrale di Cordova ma qui solo con quel delicato colore ocra del mattone forse sei ancora più rapito dalla bellezza. Non so, forse. Di certo i grandi lampadari dove un tempo ardeva l’olio di illuminazione aumentano quel senso di elegante armonia.
Considerazioni e una sorpresa
E’ difficile descrivere la perfezione architettonica della Moschea. Però capisci perché il mondo ne parla: è sobria, elegante, perfetta di dimensioni e quelle colonne e capitelli romani ti fanno pensare che la menta umana può fare tanto se usata per il bello e non per il male (per altro diffuso in ogni epoca).
Un incontro, forse unico tra le Moschee è quello con un capitello di riuso, bizantino, in cui la Croce è ben visibile: tutto sommato Gesù, per l’Islam, è un Profeta. E’ menzionato 25 volte nel Corano.
Ammirare l’esterno
Dopo aver camminato ovunque esci estasiato dalla moschea e percorri i suoi quattro lati perimetrali. Camminando torni a vedere quel sobrio pudore chiuso su sé stesso che avevi notato prima dell’ingresso ma che hai perso quando ti si apre allo sguardo il grande cortile, i portici e la facciata dell’aula principale. Rivedendo quel pudore architettonico ti vengono alla mente le gelosie del quartiere Balad di Jedda (Arabia Saudita), il palazzo dei Venti a Jaipur (India) e ci leggi tutta la passione che un collezionista pone nella sua raccolta: raccogliere per condividere con chi sa apprezzare.
La visita della Moschea vale un viaggio
Sono contento di aver potuto ammirare la grandiosa e sobria bellezza della Grande Moschea di Kairouan che nessuna immagine può restituire: solo tu, col tuo vissuto, i tuoi ricordi, puoi vedere e capire!
Buon Viaggio a Kairouan


