19

Set

Lourdes e ricordi

Lourdes è stato il mio primo, vero, Pellegrinaggio: ecco i ricordi

Era Giugno del 1981 quando partii in treno per Lourdes in qualità di apprendista accompagnatore (oggi si chiamano stagisti).  Fui assegnato ad un buon albergo, Hotel Lecuyere la Source, divisi la camera con Carlo ed assistetti un gruppetto di pellegrini tra cui 5 “angeline” (suore laiche).  Il viaggio fu lungo ma anche divertente: partiti dallo scalo di Porta Romana vidi tutta la Riviera Ligure, La frontiera francese, Nimes, Carcassonne (da lontano) ed infine Lourdes. La prima volta Al Santuario mi colpì: migliaia e migliaia di persone che accorrevano alla Grotta a pregare Maria, a prendere l’acqua, ad andare alle piscine, a partecipare alla processione eucaristica ed alla processione “au flambeau”. 

Fui colpito non dalle masse ma per l’intensità del pathos davanti alla grotta di Massabielle. 

Recinto Sacro e negozi

Dentro la pace, all’esterno i negozi, tanti: mi piaceva quella atmosfera da circo e non mi disturbarono i negozi perché se uno voleva rimanere nella spiritualità del Luogo era sufficiente non soffermarsi alle vetrine. Il ricordo più laico furono le sorelle della diocesi di Madrid in pellegrinaggio: a me apparvero, bellissime.   Fui colpito in particolare da una sorella: denti candidi e orecchini di perle. Avevo 22 anni, loro erano vecchie….forse 30 anni.. ma erano bellissime.  Rimasi rapito dalle spagnole e dall’assistenza agli ammalati e dalla fede. Chissà se la sorella viene ancora a Lourdes. Io Si.

E poi di nuovo a Lourdes

Tornai a casa e ripartii per Lourdes: con il pullman sempre aiuto accompagnatore ma maggiore in grado: sedevo alle spalle dell’accompagnatore e “rubavo” il mestiere. L’accompagnatore fu Serafino: attorno ai 50 anni, stempiato con un borsello di pelle ad armacollo; padre di famiglia, bravissima persona.  Mi insegnò ciò che Lui sapeva.

La sigla del pellegrinaggio MG (i Pellegrinaggi Paolini siglavano il viaggio in base all’itinerario: M stava per Milano, G per Genova. Il viaggio andava e tornava seguendo la riviera Ligure). Si partiva nel pomeriggio per arrivare a dormire a Ventimiglia e si rientrava passando per Nizza. 7 giorni di viaggio.  Era Luglio, faceva caldo,  arrivai da Brescia un poco accaldato e con la valigia nuova.

Partimmo da Via Santa Sofia, al tempo sede dei Pellegrinaggi Paolini (ora sede della Università Statale) e arrivammo, verso sera, a Ventimiglia città che mi parve sporca e scolorita. L’albergo era centrale e vecchiotto. La mia camera un forno.  La discesa dal bus fu difficoltosa: non c’erano regole per fermarsi (o forse si infrangevano) anche in doppia fila e il traffico non aiutava.

E poi Lourdes

Il giorno seguente, dopo una sosta pranzo ad Aix en Provence, città soleggiata, arrivammo a Carcassonne. Vidi il profilo della città con le mura e  le torri dai tetti di ardesia circondata dalla campagna riarsa  che si stagliava sul sole rosso sulla linea dell’orizzonte. Indimenticabile.

Alloggiammo in un alberghetto di campagna,“le stop du roulier”. A me piacque immensamente, era ciò che immaginavo fosse la Francia. Tutte le camere, molto calde, davano su un cortile centrale e la sala da pranzo aveva le tovaglie a scacchi bianchi e rossi. Il Vino, rosso e sfuso, era servito in caraffe di terracotta a forma di galletto. Chissà se era buono. A me parve “fighissimo”. 

Arrivammo a Lourdes il terzo giorno per l’ora di pranzo, anzi un poco dopo l’ora di pranzo, perché a Lourdes si mangia, sempre, alle 12 ed alle 19. Motivo? Gli orari delle funzioni religiose.

Il Santuario, la grotta ed il circo esterno mi rapirono nuovamente.

Nimes,  la Maison Carée e l’hotel

Al ritorno ci fermammo a pernottare a Nimes. Hotel du Midi.  Serafino lo decantò: ottimo albergo, semplice ma con un trattamento unico e cibo davvero buono, ben cucinato con un occhio di attenzione per noi italiani.  Pregustavo un hotel de charme.

Arrivammo a Nimes. Caldo. Città molto mediterranea.  L’ Hotel du Midi si trovava su una piazza. Bell’edificio ottocentesco, color ocra. Entrammo. Il banco del ricevimento, in rovere, aveva un colore caldo dato dal tempo. Bello!

Il resto dell’edificio? Segnato dal tempo.

La moquette, rossa, dell’ingresso polverosa. La camera calda e opprimente. A Luglio, nel mezzogiorno francese è capibile: ma sudavo.  Apro la finestra e trovo, di fronte a me, l’ascensore! La finestra della camera dava sul vano scale, caldo e infuocato come tutto l’albergo! Sopportai.  Il bidet, in bagno, beh bagno… un lavabo direttamente in camera, era  una vaschetta  in plastica sotto il lavandino!   La doccia, dietro l’angolo, vicino al water closet. Un open space anticipatore dei tempi: letto, lavabo, doccia, water closet in un unico locale! A terra la moquette rossa, polverosa e più volte inzuppatasi al momento della doccia.

Ero giovane, disponibile all’avventura… ma insomma!!!

Almeno in sala da pranzo funziona l’aria condizionata. I pellegrini sono provati. Serafino è sorridente. Mi domandai perché sorrideva.  Arrivò la cena: un poco di acqua tiepida (la zuppa) e poi  la celebrata carne: ritagli, crudi e duri. Immangiabile. Infine si spegne la luce ed entra il gateau: una mattonella dolce di credo gelato ricoperta di albume e due candele. Applauso. La torta è ancora peggio della carne. 

Scoprii successivamente che la mala gestione era entrata con la gestione del figlio succeduto al padre. Non era più Hotel du Midi dei bei tempi passati.

La visita della città

Almeno la posizione dell’albergo era centrale e visitai, a piedi, Nimes e incontrai, casualmente, la Maison Carree meraviglioso tuffo nel passato. Per prima volta, e forse l’unica, vedevo un tempio romano integro con tetto, porta di ingresso, porticato.

La maison (il tempio) è esastilo sul fronte e semiperiptero ma soprattutto tutto, totalmente, in piedi.   Lo ricordo circondato dal vento caldo da sud.  Tra i pellegrini ricordo u  insegnante, che mi invitò ad andare al suo paese con un contatto di pelle. Non capii. Aveva 36 anni, io 22.  Non capii mai che tipo di contatto volesse.

Il Santuario mi richiama, ogni anno

Questo anno sono stato a Lourdes con il pellegrinaggio della Diocesi di Milano. Ho rivisto il Santuario dopo anni che non lo vedevo. La stessa atmosfera mistica, la stessa tranquillità ma questo anno (Settembre 2021) con una speranza in più, il termine della panedmia.

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Scritto da
Markus Wolf

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