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Giu

Il Museo di Lipari

Ci sono Muse e MuSe

Se dico muse a cosa pensi?  Pensi a giovani pulzelle che cantano e ballano oppure ad un museo?

Probabilmente hai pensato al MuSe il Museo delle Scienze di Trento: digita muse in un motore di ricerca e vedrai che al primo posto appare il museo delle scienze di Trento (MuSe), al secondo posto il gruppo musicale britannico rock alternativo ed al terzo posto le Muse  le 9 divinità, femminili, che presiedevano ognuna ad un’arte.

Discesa agli Inferi

Se consideriamo che le Muse, figlie di Zeus e Mnemosune (il ricordo), e patrone delle Arti per più di 2 millenni hanno avuto una sola corrispondenza nome/divinità si può tranquillamente asserire che le Muse, creature divine, sono passate dalle “stelle alle stalle” scendendo nella scala valoriale al terzo posto poiché, di fatto, sul podio ci sta, almeno in Italia il MuSe e se è vero che più un nome è cercato più avanza in classifica si può pensare che o tutti sanno chi sono le Muse e non le cercano oppure le arti hanno ceduto il posto alla scienza.

Un complimento e una considerazione

Complimenti al creatore dell’acronimo MuSe (Museo delle Scienze) che ha spodestato le arti a favore delle scienze: Muse non più Arte ma MuSe Scienza aggiungendo che, per di più,  ha saputo modificare il senso di un nome. La considerazione è che l’arte ha ceduto il passo alla scienza a cui tributiamo un valore immenso perchè garantisce o almeno tenta l’immortalità mentre l’Arte è divenuta non più atto creativo ma tecnica: scienza della Musica, scienza del disegno e così via.   L’“eterna magnificenza del divino”, l’arte espressione dell’idea, è diventata figlia della Scienza passando al 3° posto.

Ogni musa rappresenta un’arte

Clio la Storia, Euterpe la poesia lirica, Talia la commedia, Melpomene la tragedia, Tersicore la lirica corale e la danza, Erato la poesia amorosa, Polimnia il mimo, Urania l’astronomia e la geometria, Calliope l’elegia. Urania rappresentando astronomia e geometria rappresenterebbe le Scienze (almeno come le intendiamo noi) e pertanto MuSe (Museo delle Scienze) e Muse avrebbero anche un legame. Ma forse è una ipotesi stiracchiata. In ogni caso alle 9 Muse, col tempo, han fatto rappresentare tutto e il suo contrario.

Cosa c’entrano le Muse con i viaggi della semiotica visto che la semiotica si occupa di comunicazione?

Orbene le 9 Muse c’entrano tutto e niente…senonchè Polimnia, la musa che si vede in secondo piano nella fotografia, rappresentando danza rituale, canto sacro ovvero il mimo mi porta ad un tema: l’ispirazione e la comunicazione.  L’ispirazione ma soprattutto la comunicazione che è la sua rappresentazione è pura semiotica, scienza dei segni e pertanto muse e semiotica ci vanno a pranzo.

L’ispirazione

Tutto il sapere è interconnesso e il ricordo (Mnemosune, dea del ricordo è madre delle Muse), elaborato dalla mente è l’ispirazione che, ahimè, non sempre si affaccia sulla soglia del cervello.

Ricordi e timori

Se rivado ai banchi di scuola il problema dell’ispirazione era primario: la nascita della parola che, prima, avrebbe sporcato il foglio seguita poi da quel fiume di verbi, avverbi, parole che sarebbero state il componimento era uno scoglio quasi insuperabile. Avevo voglia Io di rivolgermi alle Muse per avere uno straccio di ispirazione.  Esse, indifferenti, non mi ascoltavano!

Guardavo fuori dalla finestra mi disperavo ma niente né Polimnia né Euterpe mi aiutavano: se ne stavano rintanate sul loro monte Elicone e da lì non scendevano a soccorrere un povero studente che le bramava. 

Tra l’altro non ho mai capito perché le Muse soccorressero i poeti che, a parer mio, eran già ricchi di ispirazione mentre a chi rischiava la bocciatura non si prendevano la briga non dico di apparire ma almeno farsi intravedere. Piove sempre sul bagnato mi dicevo.

Timori e certezze

Il tempo poi è passato, sono divenuto adulto ed ho capito che l’ispirazione è dentro di noi. Non sono le Muse che te la passano le Muse semmai, se le invochi, ti indicano il cammino migliore una volta che già ci sei sul cammino ma non ti forniscono ispirazione alcuna. L’ispirazione arriva se ricorri alla madre Mnemosune (il ricordo): e da quello, dal ricordo, che l’ispirazione prende l’avvio.

E’ Mnemosune (il ricordo) l’ispirazione. Le Muse semmai l’imbellettano.

Un esempio?

Ho visitato il museo Archeologico di Lipari che raccoglie reperti delle passate civiltà mediterranee ed una sezione è dedicata ad una ricca collezione di maschere della commedia in miniatura. Le maschere esposte sono le tipizzazioni delle parti della commedia greca. Abbiamo perso le maschere per gli attori ma sono rimaste questi studi che ci hanno permesso sapere come erano le maschere di cui ci parlavano gli autori. Grazie a queste maschere possiamo pensare di essere fedeli alla corrispondenza testo (scritto senza interpunzioni) e significato pensato dall’autore

Una sezione di un Museo che da sola è un Museo ed è poco o nulla conosciuto.

Fotografia, ricordo, ispirazione

Mentre visitavo ed ascoltavo le spiegazioni della nostra guida ho scattato la fotografia di Lidia (il soggetto umano dell’immagine) che mostrava stupore (però la ho colta nel momento in cui si  accorse che volevo immortalarla e rise): nell’atto del fotografare mi sono ricordato (la memoria) delle Muse. Cercai di ricordare il nome delle Muse e chi fosse, in particolare, la Musa protettrice della commedia.   Il nome della Musa della commedia, Talia, non mi sovvenne di certo ma, posto che Lidia sollecita, insaziabilmente, i miei racconti di viaggio ho pensato che la mia musa ispiratrice, almeno per la gradevole pressione al riempire il foglio è Lidia stessa. Lidia è la musa ispiratrice di questo esercizio di scrittura.

E’ allora ben chiaro che è il ricordo che ci ispira: il ricordo del passato è la prima parola che sporca il foglio bianco poi, il resto del componimento, è una strada in discesa.

Il perché di tanto scritto

E tu lettore mi dirai: hai scritto tutto ciò per dirci che Lidia ti ispira alla scrittura? Forse od anche…o meglio ho voluto fare ricordare che esistono i miti greci che esiste il MuSe di Trento e soprattutto il museo Archeologico di Lipari che non ha acronimi e non esce per primo nei motori di ricerca ma non è di certo l’ultimo dei musei…Anzi!

Il suggerimento è: vieni a Lipari ed al Museo che vale il viaggio e poi alle Isole Eolie è tutto bello.

E suggerisco anche di rispolverare, magari nelle fresche serate novembrine con un bicchiere di vino novello il libro “Mitologia Classica Illustrata” di F. Ramorino ed. Hoepli ed 1897 e rileggersi alcuni dei miti greci: sono davvero belli e per nulla noiosi!

Partiamo dal ricordo per creare un’opera d’Arte: tutto il resto è Noia! N.B. il ricordo di Franco Califano è evidente: clikka per ascoltare la canzone

 

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Scritto da
Markus Wolf

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