Giu
Fiorella, l’Artista del gruppo
Fiorella: io, i viaggi, l’arte
Da bambina il più bel regalo che potessi ricevere erano le matite colorate, i pennarelli, le tempere: disegno, pittura, scultura, architettura mi hanno sempre stimolato ad osservare, dipingere, sperimentare.
Pensavo di fare l’artista ed ho frequentato il Liceo Artistico e poi mi sono laureata in Farmacia perché la vita non sempre va come la pensiamo ma essere farmacista mi ha aiutato nell’arte. Perché? Perché essere a contatto con le persone che vengono da te per cercare un rimedio ad un disagio ad una malattia ti insegna a dedicare attenzione, ascolto, consiglio.
Professione farmacista
Essere farmacista ti fa crescere in umanità ed empatia: devi pensare che davanti a te c’è una persona non un cliente. Ascoltando e osservando ho ripensato alla mia passione di bambina che mi portava ad osservare ed ascoltare il mondo davanti a me ed ho ripreso, con consapevolezza matura e passione, l’attività pittorica. Da cosa nasce cosa e alla pittura si è aggiunto l’interesse per la fotografia.
I miei viaggi e il mio altrove
Amo viaggiare, osservare, ascoltare il suono del mondo. Ho conosciuto i Viaggi della Semiotica ed ho iniziato a viaggiare con Markus ed i suoi viaggi semiotici: mi aiutano a capire cose, fatti, persone e nei viaggi trovo l’ispirazione per fotografare attimi e poi comporre, con la tecnica dell’acquerello che è la mia preferita, il mio altrove fatto di istanti fotografati e sensazioni vissute.
Le fotografie sono il mio ricordo di viaggio, il mio racconto di ciò che vedo. Esprimo con la fotografia il mio sentire: Fiorella attraverso l’occhio della macchina




