Con un titolo cosifatto a cosa pensi che si riferisca i Viaggi della Semiotica?
Alle isole disperse nell’immenso mare Pacifico o alle donne (da noi intese, a volte, come donne di servizio)?
Chiarisco subito: parlo delle 7000 e più isole disperse nell’immenso mare Pacifico e dove ci andai nel 2019 e, non so il perché non ne ho mai parlato anche se mi piacquero e sono delle isole davvero uniche e meritano un racconto.
Innanzitutto perché visitare le isole Filippine? Perché sono un microcosmo circondato dall’acqua e con grande diversità di flora e di fauna ed inoltre perché le persone hanno una cultura unica, nata dalla fusione di cultura autoctona con cultura ispanica prima e americana poi ed hanno molto da offrire anzi hanno talmente tanto che non si sa dove andare e cosa vedere.
Io ho deciso di andarci perché mi è capitata sott’occhio una offerta di volo a prezzo competitivo e pensando al fatto che invecchio e non ringiovanisco e pertanto era ideale “portare a casa” questo lungo viaggio (ho volato fino in Oman e poi da li a Manila).
Stabilito che atterravo a Manila si è posto il problema se visitare Manila oppure no. Io ho visitato Manila, seppur tutti consigliavano di lasciarla subito) e ne sono stato soddisfatto: il vecchio centro storico, quello coloniale è bello e vedere una realtà urbana di milioni di abitanti è esperienza unica.
Come in tutto il mondo se hai denari vivi bene se sei senza tetto dormi per strada (per fortuna il tempo è sempre caldo): molte persone vivono per strada e ci sono molti bambini che non capisci bene se sono abbandonati e se la cavano da soli anche a tre o quattro anni oppure se fanno parte di grandi gruppi di persone dove convivono giovani, vecchi, bambini e cani.
Non mi sono sentito insicuro a Manila di certo non sono andato in quartieri molto poveri sono stato nella zona di Intramuros ed ho, come mio solito camminato per le strade del centro e non so se consiglierei di ripetere esperienza non tanto per la sicurezza quanto per la grandezza della città ed il traffico (essendo lungo il mare l’aria non era così pesante.
Il problema si è posto quando ho dovuto decidere dove andare: le isole sono 7000. Le bellezze tante, ogni pagina delle guide turistiche dice la sua.
Un conoscente mi disse: salta Manila e vai nell’isola di Palawan e vai a El Nido. Luogo incantato. Un altro conoscente mi disse: stai sull’isola di Luzon e visita le città. Un terzo propose l’isola di Mindanao.
Io decisi: Bohol
Perchè Bohol?
Perché mi stuzzicava l’idea di vedere le colline di Cioccolato, la barriera corallina ed il Tarsio.
Certo ne ho consultati di siti e di guide turistiche ma alla fine mi sono deciso complici i voli interni che permettevano di ottimizzare il tempo a disposizione
A Bohol Ho visto queste cose? Si certo che si, questo e tanto altro anche se ho un dubbio sul tarsio: io lo ho visto ma a me pareva messo li ad uso turista da dire che in natura è praticamente impossibile vederlo è piccolo e si nasconde sotto le foglie delle piante quindi o stai li fermo per giorni e giorni e per di più con un binocolo o un potente teleobiettivo oppure di tarsi non ne vedi proprio.
Le Chocolte hills, le montagne di cioccolate le ho ammirate ed ho visto, non la barriera corallina ma il fondale marino ricco di vita quando la marea si ritira.
Ma andiamo con ordine: dopo aver visitato Manila ho volato verso Bohol. Aeroporto internazionale nuovo e pulito poiché l’isola di Panglao, collegata all’isola maggiore da un ponte è nota meta turistica. Come è la località? Per i miei gusti confusionaria e cresciuta dal nulla: turisti di ogni genere, confusione. Un tipico paese di mare cresciuto senza ordine.
Io ho soggiornare alcuni giorni all’interno dell’isola in un ecoresort che sono tanto di moda ed altri giorni ad Anda celebrata per le sue bianche spiagge. Entrambe le scelte sono state azzeccate anche se il soggiorno nell’eco-resort è stato provante. Perché? Per l’umidità, semplice.
Le Filippine hanno due stagioni una umida ed una meno umida che chiamano secca. Io sono andato in quella meno umida (novembre) al passaggio tra la stagione delle piogge e quella secca (piogge e secco nelle diverse isole hanno periodi diversi ed è importante controllare se il luogo dove decidi di andare è interessato dal monsone oppure no perché, pioggia a parte, l’umidità fa la differenza.
Il primo problema a Bohol è trovare una macchina a noleggio: non ci sono autonoleggi prenotabili e quando arrivi devi chiedere alle persone che trovi in aeroporto: ho trovato un locale che lavorava per una agenzia del luogo che, ufficialmente, mi ha fatto avere un’auto a noleggio ma, la mia impressione era che fosse la sua auto personale.
Questo dunque il primo problema in loco: il trasporto.
Risolto il problema sono andato nell’eco resort. Carino e ben tenuto si trova davanti alle risaie e con un corso d’acqua alle spalle. Camera ben arredata, senza aria condizionata ed aperta sulla risaia. Idilliaco!
I problemi sono iniziati col calar del sole: l’aria, non più riscaldata si è trasformata in umidità. La camera, senza aria condizionata per essere eco, era calda asfissiante e se aprivi la finestra le lenzuola diventavano umide se tenevi le finestre chiuse si inumidivano per il sudore umano.
Ho deciso di aprire la finestra anziché sudare ed ho conosciuto (e apprezzato) il rumore della natura: grilli, rane e non so che altro animale che dal tramonto all’alba cantavano felici (credo). Mi piacque seppur fastidioso.
Di giorno, col sole, ho visitato le Chocolate hills: la cosa bella non sono il colore (giallo) delle colline circondate dal verde ma il numero sterminato di colline (più di 1000) che si estendono sulla linea dell’orizzonte ed un’altra cosa bellissima sono le persone ed il modo di vivere: rilassato e felici per ciò che si ha.
Dopo il soggiorno nell’entroterra sono partito per Anda: non più soggiorno in un eco-resort ma in un albergo di lusso ossia con aria condizionata nelle camere! La differenza è davvero notevole.
Il viaggio lungo la strada costiera è ricco di imprevisti così come di scenari sempre diversi ed alla fine, con un sospiro di sollievo arrivi ad Anda e….ti si apre il cuore!
Anda ha una o più perché ci sono delle formazioni rocciose che le separano, bella spiaggia di fine sabbia bianca, vegetazione rigogliosa alle spalle, un tranquillo villaggetto edificato attorno ad una chiesa ottocentesca e soprattutto tramonti indimenticabili perché il promontorio di Anda è esposto a sud-ovest.
Ogni sera lo spettacolo del tramonto sul mare è lo spettacolo che ti rapisce assieme, ma dipende dalle maree, al fondale marino che viene alla luce quando c’è la bassa marea: basta avere un paio di scarpe o sandali per avventurarsi lungo la spiaggia e li vedi stelle marine, ricci, paguri conchiglie varie alghe di varie forme e colori… la mia giornata era tesa ad attendere la bassa marea ed il tramonto e poi, a sera, dopo cena in branda: che vacanza indimenticabile. Mi dispiace solo non avere avuto più tempo per vistare altre isole (7000) ma, almeno, ho messo una bandierina anche li!
Ahhh dimenticavo, all’apparenza il grande oceano Pacifico è tranquillo! Certo io lo ho visto Pacifico!
Brescia, 18 Aprile 2025