©

i Viaggi della Semiotica

Kerala, il racconto

26-07-2024 13:12

MarkusWolf

racconto di viaggio, viaggio, cultura, semiotica, segno,

Pellegrini in Kerala

Un suggerimento di itinerario

 L’introduzione all’India scritta tempo fa va bene ma è opportuno anche raccontare brevemente i luoghi dove sono stato. Magari capirai se il viaggio in Kerala potrebbe essere il tuo viaggio.


 Ecco l’itinerario e alcuni commenti pratici.


1° giorno in Kerala. Kochi


Come quasi tutti i voli per l’india l’arrivo a Kochi è notturno alle ore 02,15: non so se è un bene o una male, forse un bene così, terminate le operazioni di ingresso (visto e ritiro bagagli) si può andare in albergo. Prima impressione? L’umidità. Non appena esci dalla climatizzazione dell’aereo e dell’aeroporto l’aria è pesante. La bella collana benaugurale di fiori di tagete ti si incolla alla camicia umida che in un batter d’occhio diventa umida di sudore. Non vedi molto della città perché sul bus si sonnecchia. Tra una cosa e l’altra si è in albergo tra le 4 e le 5 del mattino.  In giornata visita di Cochi che è un incrocio di religioni e di conseguenza di modi culturali. Ci sono ebrei (visita della sinagoga), Cristiani (nella chiesa di San Francesco fu sepolto Vasco de Gama) sia cattolici che protestanti (pochi) che Siriaci, Musulmani (sunniti), Jain, Induisti e Buddisti. Bello vedere come i quartieri cambiano a seconda della religione pur mantenendo una matrice, indiana, comune, l’amore per il colore.


 


2° giorno in viaggio verso Munnar


Cielo azzurro qui non se ne vede. Sai che esiste ma l’umidità non te lo fa vedere se non verso mezzogiorno. Poi inizi a salire per andare verso il paese di Munnar che è situato a circa 1600 mt di altezza e l’aria più Sali più diventa trasparente, ricominci a vedere il cielo azzurro ed il paesaggio prima è di giungla, spontaneo e disordinato, poi ordinato, pettinato direi, perché iniziano le piantagioni di “camelia sinensis” in pratica il tè.  A Munnar si può visitare la fabbrica di produzione del tè, interessante anche se, magari, una fabbrica di produzione la si è già visitata altrove (confesso che ho preferito piantagioni e fabbriche di Sri Lanka).


Munnar è caotica ma coinvolgente, arrampicata sulla montagna, non bella, questo no, ma coinvolgente si. Suggerisco dormire all’albergo Fragrant Nature. Perché? Lo scopri la mattina seguente.


 


3° giorno da Munnar a Periyar


Devi svegliarti all’alba ed uscire sul terrazzo e capisci subito perché bisogna dormire qui: sotto di te la valle di Munnar e le valli vicine sono coperte di nebbia bassa che poi sale rincorrendosi verso le vette volando leggera. E’ uno spettacolo entusiasmante allietato dal risveglio del bosco con gli uccelli che cinguettano.


Poi si parte per Periyar.


La strada é tagliata nella montagna con curve e controcurve che si aprono su una grande bellezza di piantagioni di tè e poi si entra nelle splendide Colline delle Spezie (Cardamom Hills) più verdi e coperte di giardini di spezie.


Per pranzo si arriva a Periyar che è paesello di montagna dove si va in visita per il parco Nazionale che promette un incontro ravvicinato con la tigre.


Il parco è creato attorno al lago di Periyar che è una diga artificiale. Molta gente, troppa, si visita su grandi barche e si intravede qualche bufalo, qualche airone e nulla più.  Bella la natura, bello il lago ma direi che se si viene per vedere la selvaggina questo non è il luogo giusto. E, ovviamente, della tigre nemmeno l’ombra. Troppa vegetazione, troppa gente, troppa confusione.


Per contro qui c’è la possibilità di fare un massaggio ayurvedico davvero ben fatto. Vale il viaggio. A sera il clima è piacevole.  Si, Periyar vale il viaggio.


 


4° giorno si torna in pianura: Kumarakom


A Periyar, piuttosto che fare la gita in barca pomeridiana suggerisco percorrere i sentieri del parco con le jeep all’alba. Il costo di questa visita sfronda il numero dei visitatori. Forse si riesce a intravedere la selvaggina tra la vegetazione molto alta o forse no ma si vedono gli alberi e si gode la freschezza del mattino.


Partenza poi per Kottayam cittadina cristiana.


Kottuyam è centro cristiano con chiese latine e ortodosse ma soprattutto merita una visita la chiesa Ortodossa Siriaca di Santa Maria (Cherya Pally). L’edificio è del XVII secolo e i dipinti sono una trasposione cristiana dell’arte hindù.


Qui i templi Hindù non sono al loro massimo splendore architettonico ma ho incontrato molti pellegrini con cui ho chiacchierato e così ho potuto capire che il pellegrino è uguale ovunque: ama acquistare ricordini indipendentemente dal credo. In serata si arriva a Kumarakom dove ci sono i canali: l’umidità si attacca ai muri, ai vetri, ai vestiti, alla pelle.  


 


5° giorno navigazione lungo i canali


In kerala ci si viene per percorrere i canali e le lagune (backwaters) e allora tanto vale visitarle per bene queste backwaters percorrendo sia i canali più stretti e piccoli che quelli grandi.  Sui, non lungo, sui canali piccoli si affacciano case e gente che vive l’acqua: vi lavano le stoviglie, i panni, si lavano i denti, si lavano il corpo mentre i canali più ampi sono vie di commercio lungo le quali incontri di tutto dai turisti alle merci inanimate. Poi scende la sera e la calma. Una notte sui barconi attrezzati è bella e rilassante. Certo non è una camera di albergo ma è bello.


 


La mattina seguente è suggerito andare a Trivandrum dove trascorrere qualche giorno al mare (spiagge lunghe e larghe, belle, mare un po’ meno).


Io sono tornato a Kochi e volato a Mumbai per rivedere la città e riconciliarmi con la Porta dell’India.


La riconciliazione è avvenuta, come già raccontato, sia per la città più pulita e ordinata sia perché ho visitato l’isola di Elephanta e il tempio scavato nella roccia che mi ha portato nell’India che tutti fotografano.


Torno in India fra qualche mese: Bangalaore e il Karnataka, il cuore dell’india! Chissà!


Ma ti renderò partecipe anche di questo viaggio e magari ti parlerò dei Veda che sono la base del sapere indiano ma di cui ho, per ora, capito pochino.


 


E come sempre grazie di essere arrivato fino a qui a leggere.


 



©