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i Sicofanti
Sicofanti: dalle stalle alle stelle
Nel 2021 venne alla luce il caso di un giornalista che per ben 3 anni guardò e rivoltò i cassetti dei colleghi per poi venderli ad altra stampa: al di là del caso specifico la mia domanda fu come è possibile che, per ben tre anni, un individuo che si definisce giornalista, possa con il sorriso sulle labbra frugando nei cassetti carpire segreti da vendere al migliore offerente e sentirsi sereno. Come è possibile non suscitare sdegno nella società? Eravamo nel 2021. Un tempo quando regnava lo sdegno chi frugava di nascosto era detto Sicofante.
Forse non suona vero ma c’è stato un tempo che i Sicofanti erano al margine della società. Oggi sono accettatati. Anzi sono fors’anche presi ad esempio da seguire per avere successo.
Sicofante, chi era costui?
Nella Grecia antica, patria della democrazia, il sicofante era una categoria di lavoratore messo alla gogna sociale. Chi era un sicofante? Era un individuo prezzolato (pagato) per sostenere denuncia, anche falsamente (wikipedia). Oggi il dizionario Treccani dice che sicofante è 1) chi denuncia di propria volontà 2) delatore, calunniatore, spia ed il Webster Dictionary, edizione 1956, definisce il sicofante (in inglese Sycophant) “falso accusatore, che dice falsa testimonianza ed anche un parassita, un adulatore”.
Cosa facevano gli sicofanti?
Il nome originava da sukos (fico) e dal verbo faino (dire). In pratica parlavano di fichi. Perché? Perchè si aggiravano, sotto mentite spoglie, nel porto e denunciavano chi, secondo loro, faceva commercio di fichi (al tempo un genere di grande valore su cui bisognava pagare tassa) in modo illegale. In pratica, spie perché il loro lavoro non era alla luce del sole. Successivamente sicofante è passato ad essere il delatore in genere. Prezzolati i sicofanti si prestavano a dire ciò che si chiedeva loro di testimoniare e nella scala sociale scesero ad un livello ancora più basso: una cosa è fare una indagine alla luce del sole una cosa è aggirarsi, nella penombra, a guardare nei cassetti e dire falsa testimonianza.
Che diceva Socrate di loro?
Socrate e Critone nel dialogo sulla Giustizia citano i sicofanti: Come? Critone, che insisteva affinché Socrate venisse portato via per fuggire alla sua ingiusta condanna, chiede a Socrate se la causa del suo non fuggire era perché si preoccupa che i sicofanti avrebbero potuto dare noie a loro, allievi, accusandoli di aver portato via lui, Socrate.
Socrate dice che si, questo ed altro lo preoccupa e Critone di rimando: tranquillo Socrate gli sicofanti si accontentano di poco…..
In sintesi: la professione di sicofante non era reputata e la moralità degli stessi poco riguardata.
Che è successo per arrivare qui
Cosa sia successo per essere passati da infima posizione ad eroi che salvano la nazione non si capisce. Forse il desiderio di controllo del mondo, forse l’aver vissuto al margine della società per secoli, forse una missione ricevuta da un dio sconosciuto, forse l’invidia, forse la smania di potere, forse un lavorio mediatico costante ha portato all’insegnamento che spiare è degno e dignitoso. I sicofanti sono diventati eroi! Dalle stalle alle stelle: il mondo si è capovolto.
Il delitto non è vero che non paga. Paga e rende!
Non entro in merito al delitto denunciato: non so e soprattutto non è questo lo scopo dello scritto. La mia domanda è come è possibile che, per ben tre anni, un individuo dissimula e sorride, fruga e sorride, dispensa strette di mano e sa che si è venduto per 29 denari? Giuda alla fine si impiccò. Oggi si dorme il sonno di chi ha svolto bene il lavoro per cui è pagato. Non voglio fare nomi ma pare che una cricca di persone più che frugare nei cassetti ti facevano scendere la scala dell’abiezione e poi ti ricattavano. E il mondo nulla: non si indigna
Gli ideali socratici di giustizia e senso dello Stato
Me li hanno insegnati, me li hanno ripetuti fino allo stremo fino a che non li ho interiorizzati e ci ho vissuto con questi ideali. L’onestà, la dirittura morale e il rispetto della parola data prima di tutto.
Anche il comandamento biblico lo dice: non dire falsa testimonianza. Ora mi si dice che chi mente, dissimula, si vende ed è sicofante è un eroe, un martire che si sacrifica per il mio bene.
Considerazioni finali
Continuerò, per quel che vale, a pensare che un delatore chi scientemente decide di vendere i segreti carpiti millantando amicizia e sorrisi non è un eroe ma un sicofante e un sicofante non è un giornalista.
Offeso e umiliato chiamerò giornalista solo chi, questo lavoro, lo fa alla luce del sole e con fatica!
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